ETNA 2012 PDF Stampa E-mail
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SEQUENZA DEL 22 NOVEMBRE

 

Dalle ore 10.10 locali di oggi 22 novembre ha avuto inizio una corposa sequenza sismica nella parte settentrionale dell'Etna.

Fino ad ora sono stati registrati oltre una cinquantina di eventi con magnitudo massima di 3.9 e 4.0 e profonditò ipocentrali concentrate tra i 35 ed i 20 km.

Eventi che sono stati nettamente avvertiti dalle popolazioni dei comuni etnei e che fanno seguito ad una lunga serie di episodi parossistici, con spettacolari fontane di
lava e cenere, che sistematicamente ha messo in difficoltà il traffico aereo e stradale nelle scorse settimane.

Al momento il tremore vulcanico si manitiene su livelli medi.

>>>>>> Segnale sismico della nostra stazione di Mascalucia (Ct)

 

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AGGIORNAMENTO DEL 23 APRILE 2012.

Settimo episodio parossistico del 2012. Spettacolare fase eruttiva, con colata che dal cratere di sudest si dirige nella deserta Valle del Bove.

 

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AGGIORNAMENTO DEL 12 APRILE 2012.

Fase parossistica con breve ma intensa eruzione. Da notare la nube più chiara dovuta alla vaporizzazione tra magma della colata e lo strato di neve ancora presente lungo la valle del Bove.

 

 

 

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AGGIORNAMENTO DEL 18 MARZO 2012.

Nelle prime ore di stamattina è ripresa l’attività eruttiva dell’Etna. Dalle 4:37 si è manifestata una debole attività stromboliana dal nuovo cratere di sud est, che dalle 8:15 si è intensificata. Le reti di monitoraggio hanno infatti registrato un aumento dell'attività stromboliana con una colata di lava sommitale verso la Valle del Bove e una significativa emissione di cenere in atmosfera. A partire dalle 8:43 si segnala anche l’inizio dell’attività di fontanamento.

Sulla base degli ultimi dati il Centro Funzionale Centrale per il Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile, ha emesso alle 9:30 un avviso di "criticità elevata" per l’area sommitale del vulcano e "criticità ordinaria" nelle aree del medio versante, pedemontana e urbana.

In un successivo rapporto delle 12:45 è stato emesso un avviso di "criticità moderata" per l’area sommitale del vulcano, mentre la criticità è diventata assente per le aree del medio versante, pedemontana e urbana.

Rimane fino al 30 marzo 2012 l’assoluto divieto di accedere al vulcano sul versante Sud oltre quota 2920 m (in prossimità della Torre del Filosofo) e sul versante Nord oltre quota 2990 (in prossimità di Punta Lucia), come da ordinanza del prefetto di Catania.

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AGGIORNAMENTO DEL 9 FEBBRAIO 2012.

Non è la solita spettacolare eruzione, con fontane di lava e tremore.
Praticamente nelle ultime ore non ci sono stati segnali sismici di rilievo; il tremore è basso, indice che il magma non viene dalle profondità: allo stato attuale si può definire poco più di un trabocco lavico a condotto aperto.
Questa mattina si è verificato un episodio parossistico eruttivo durato poco meno di 5 ore e che ha interessato, con una limitata colata, la Valle del Bove.

Seguiremo l'evoluzione del fenomeno nelle prossime ore: è probabile un termine a breve, vista la non forte alimentazione del braccio lavico che come avviene spesso.

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Era dal 15 Novembre 2011 che non si faceva sentire, anche se qualcosa faceva pensare che la pressione dei gas rilasciati dal magma, stesse salendo rapidamente.
Verso le 6.30 del mattino del 5 gennaio,dopo 50 giorni di pausa dal precedente episodio, il Nuovo Cratere di Sud-Est dell'Etna ha prodotto il primo episodio parossistico dell'anno, con fontane di lava ed un'altissima colonna di cenere e lapili, alta qualche km, che ha interessato il versante meridionale dell'Etna, ricoprendo le strade e i paesi sottostanti (Belpasso).
La lava, a contatto con la neve che ricopriva le alte quote del vulcano, ha dato origine a piccoli ma spettacolari flussi piroclastici, che non sono comuni sull'Etna.
L'episodio è terminato alle 7.55, di colpo, come se avessero chiuso un rubinetto dell'acqua, e tutto è tornato come prima, salvo per le tonnellate di cenere caduta sui tetti, dove và ad intasare le grondaie, e sulle strade, dove rappresenta un grande pericolo per la circolazione, essendo di natura vetrosa, rende l'asfalto delle strade molto scivoloso.
La stazione sismica di Mascalucia, ubicata sulle pendici meridionali dell'Etna a 440 m di altitudine, distante dai crateri poco meno di una ventina di km, dispone tra l'altro, di un sensore sismico, particolarmente vocato a registrare il tremore vulcanico, che viene generato dai gas che si liberano dal magma , durante la risalita nel condotto vulcanico.
In effetti, durante un episodio parossistico, la grande quantità di gas che si libera dal magma, fà da propulsore all'imponente colonna di materiale piroclastico, ed allo stesso tempo eccita delle oscillazioni di frequenza molto bassa, quasi fosse dentro una gigantesca canna d'organo.
Sono queste vibrazioni che vengono captate dal nostro sismografo, e che ci permettono di sapere cosa sta accadendo, anche se le condizioni meteo non consentono alcuna visibilità.

 

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