MATESE M 5 Stampa

Alle ore 17.08 utc di oggi 29 dicembre è stata registrata una violenta scossa nella zona del matese, in Molise. Magnitudo (Mw) 4.98.

Coordinate epicentrali: 41.372N  14.455 E - comuni prossimi: Piedimonte Matese. Profondità 11.2 km. Alle 17.03 preceduto da M 2.7. Corposa la sequenza successiva in atto. Replica maggiore al momento, ore 19.49 M 3.77

Evento avvertito molto forte in tutta la regione, in Abruzzo, in Campania e parte del Lazio, dove la poplazione si è riversata per strada. Temporanea difficolatà nelle comunicazioni telefoniche. Nessun apprezzabile danno a cose e persone.

Qui, in diretta i sismogrammi della nostra stazione di San Giuliano del Sannio.

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Comunicato ufficiale I.E.S.N. Matese delle ore 10.00 l.t. del 30/12/2013

Alle 17.08 di ieri 29 dicembre si è attivata una sequenza sismica nella zona meridionale del massiccio del matese, tra le province di Caserta e Campobasso. L'evento con energia maggiore fin'ora è stato di Mw 5.01 (ML 4.9), la cui soluzione focale indica un'origine estensiva (faglia normale a direttrice appenninica), con immersione a nordest ad alto angolo. Il blocco interessato da questa fase parossistica ha una lunghezza di circa 12/15 km, mentre lo spessore ipocentrale è contenuto nella fascia 8 > 30 km.
Tali dati confermano la compatibilità con alcune strutture, note in letteratura, costituenti il sistema tettonico del Matese, soprattutto con il segmento più meridionale.
Storicamente, l'area odierna non ha mai originato eventi particolari, mentre invece poco a nord e poco a sudest si ricordano due tra i più disastrosi terremoti del Molise [5 giugno 1688 terremoto di baranello M 6.6 e 26 luglio 1805 terremoto del sannio M 6.5].
La sequenza, dal suo originarsi a questo momento, è costtituita da circa 150 scosse, tra le quali emergono 1 da M 3.7, 3 da M 3.2 ed 1 da M 3.0.

Al momento, un'evoluzione della crisi, trattandosi anche di una nuova attivazione sismogenetica, è difficile da prospettare. Nelle ultime ore si assiste ad un apparente decremento in termini quantitativi e di energia, ma ciò NON VUOL DIRE ASSOLUTAMENTE che lo sciame sia in fase di esaurimento.

La logica, l'esperienza ed il buon senso ci impongono ma la massima attenzione e cautela, concetti che devono essere adottati da tutta la popolazione, soprattutto là dove il patrimonio edilizio non sia conforme alle regole di una zona ad altissimo rischio sismico.



 

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