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ASCOLANO PDF Stampa E-mail
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Alle 02.18 locali del 5 dicembre 2012 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 4.0 nella provincia di Ascoli Piceno, tra i comuni di Offida e Castignano.

Il sisma, con ipocentro profondo (27 km), è stato avvertito in buona parte della regione ed in alcune zone delle limitrofe province di Teramo, Rieti, Perugia.

Al momento non è associabile alcuna sequenza. 2 soli i cosidetti "aftershock" di M 2.3

 
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Venerdì 26 Ottobre 2012 00:15
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26 OTTOBRE 2012   ORE 01.05 locali


M 5.16 (Mw) POLLINO - epicentro Mormanno (Cs)

 

Evento molto forte avvertito in gran parte del sud italia

si segnalano danni di una certa rilevanza nel comune di Mormanno

 

repliche maggiori di 2.8 e 3.3 -   >>> ELENCO COMPLETO


L'evento di questa notte è avvenuto nel cosidetto blocco sismico di Mormanno, uno dei due che costituisce il sistema sismogenetico del Pollino. Il meccanismo focale indica una faglia di tipo estensivo normale orientata quasi nord-sud a bassa immersione verso ovest. La corposa sequenza ha avuto inizio circa un anno e mezzo fa ed è stata costraddistinta fin'ora da un 'elevatissima quantità di piccoli eventi. La punta maggiore di magnitudo era stata toccata il 28 maggio alle 3.06 locali con M 4.3


POLLINO - Aggiornamento delle ore 00.30 del 27/10/2012.


Il 26 ottobre sono state registrate 285 scosse, tutte con M <3. L'imponente sequenza ativatasi dopo il terremoto di M 5.1 mostra un andamento abbastanza costante, ma con una leggera rarefazione nelle ultime due ore. La distribuzione degli eventi è concentrata nel "blocco" di Mormanno con un cluster orientato nord-sud, compatibile con il sistema evidenziato dal meccanismo focale delle ore 23.05. La profondità ipocentrale si mantiene tra i 6 ed i 10 km. Allo stato non sembra ancora interessato l'attiguo segmento sismogenetico di Morano-Castrovillari

Ultimo aggiornamento Martedì 27 November 2012 23:32
 
ETNA 2012 PDF Stampa E-mail
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SEQUENZA DEL 22 NOVEMBRE

 

Dalle ore 10.10 locali di oggi 22 novembre ha avuto inizio una corposa sequenza sismica nella parte settentrionale dell'Etna.

Fino ad ora sono stati registrati oltre una cinquantina di eventi con magnitudo massima di 3.9 e 4.0 e profonditò ipocentrali concentrate tra i 35 ed i 20 km.

Eventi che sono stati nettamente avvertiti dalle popolazioni dei comuni etnei e che fanno seguito ad una lunga serie di episodi parossistici, con spettacolari fontane di
lava e cenere, che sistematicamente ha messo in difficoltà il traffico aereo e stradale nelle scorse settimane.

Al momento il tremore vulcanico si manitiene su livelli medi.

>>>>>> Segnale sismico della nostra stazione di Mascalucia (Ct)

 

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AGGIORNAMENTO DEL 23 APRILE 2012.

Settimo episodio parossistico del 2012. Spettacolare fase eruttiva, con colata che dal cratere di sudest si dirige nella deserta Valle del Bove.

 

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AGGIORNAMENTO DEL 12 APRILE 2012.

Fase parossistica con breve ma intensa eruzione. Da notare la nube più chiara dovuta alla vaporizzazione tra magma della colata e lo strato di neve ancora presente lungo la valle del Bove.

 

 

 

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AGGIORNAMENTO DEL 18 MARZO 2012.

Nelle prime ore di stamattina è ripresa l’attività eruttiva dell’Etna. Dalle 4:37 si è manifestata una debole attività stromboliana dal nuovo cratere di sud est, che dalle 8:15 si è intensificata. Le reti di monitoraggio hanno infatti registrato un aumento dell'attività stromboliana con una colata di lava sommitale verso la Valle del Bove e una significativa emissione di cenere in atmosfera. A partire dalle 8:43 si segnala anche l’inizio dell’attività di fontanamento.

Sulla base degli ultimi dati il Centro Funzionale Centrale per il Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile, ha emesso alle 9:30 un avviso di "criticità elevata" per l’area sommitale del vulcano e "criticità ordinaria" nelle aree del medio versante, pedemontana e urbana.

In un successivo rapporto delle 12:45 è stato emesso un avviso di "criticità moderata" per l’area sommitale del vulcano, mentre la criticità è diventata assente per le aree del medio versante, pedemontana e urbana.

Rimane fino al 30 marzo 2012 l’assoluto divieto di accedere al vulcano sul versante Sud oltre quota 2920 m (in prossimità della Torre del Filosofo) e sul versante Nord oltre quota 2990 (in prossimità di Punta Lucia), come da ordinanza del prefetto di Catania.

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AGGIORNAMENTO DEL 9 FEBBRAIO 2012.

Non è la solita spettacolare eruzione, con fontane di lava e tremore.
Praticamente nelle ultime ore non ci sono stati segnali sismici di rilievo; il tremore è basso, indice che il magma non viene dalle profondità: allo stato attuale si può definire poco più di un trabocco lavico a condotto aperto.
Questa mattina si è verificato un episodio parossistico eruttivo durato poco meno di 5 ore e che ha interessato, con una limitata colata, la Valle del Bove.

Seguiremo l'evoluzione del fenomeno nelle prossime ore: è probabile un termine a breve, vista la non forte alimentazione del braccio lavico che come avviene spesso.

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Era dal 15 Novembre 2011 che non si faceva sentire, anche se qualcosa faceva pensare che la pressione dei gas rilasciati dal magma, stesse salendo rapidamente.
Verso le 6.30 del mattino del 5 gennaio,dopo 50 giorni di pausa dal precedente episodio, il Nuovo Cratere di Sud-Est dell'Etna ha prodotto il primo episodio parossistico dell'anno, con fontane di lava ed un'altissima colonna di cenere e lapili, alta qualche km, che ha interessato il versante meridionale dell'Etna, ricoprendo le strade e i paesi sottostanti (Belpasso).
La lava, a contatto con la neve che ricopriva le alte quote del vulcano, ha dato origine a piccoli ma spettacolari flussi piroclastici, che non sono comuni sull'Etna.
L'episodio è terminato alle 7.55, di colpo, come se avessero chiuso un rubinetto dell'acqua, e tutto è tornato come prima, salvo per le tonnellate di cenere caduta sui tetti, dove và ad intasare le grondaie, e sulle strade, dove rappresenta un grande pericolo per la circolazione, essendo di natura vetrosa, rende l'asfalto delle strade molto scivoloso.
La stazione sismica di Mascalucia, ubicata sulle pendici meridionali dell'Etna a 440 m di altitudine, distante dai crateri poco meno di una ventina di km, dispone tra l'altro, di un sensore sismico, particolarmente vocato a registrare il tremore vulcanico, che viene generato dai gas che si liberano dal magma , durante la risalita nel condotto vulcanico.
In effetti, durante un episodio parossistico, la grande quantità di gas che si libera dal magma, fà da propulsore all'imponente colonna di materiale piroclastico, ed allo stesso tempo eccita delle oscillazioni di frequenza molto bassa, quasi fosse dentro una gigantesca canna d'organo.
Sono queste vibrazioni che vengono captate dal nostro sismografo, e che ci permettono di sapere cosa sta accadendo, anche se le condizioni meteo non consentono alcuna visibilità.

 
L'AQUILA - SCIENZA E DIRITTO PDF Stampa E-mail
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Le leggi sono le condizioni, colle quali uomini indipendenti ed isolati si unirono in società, stanchi di vivere in un continuo stato di guerra e di godere una libertà resa inutile dall'incertezza di conservarla”. Cesare Beccaria, “dei delitti e delle pene”.

Le regole che governano il procedimento di acquisizione di conoscenze scientifiche sono generalmente conosciute come metodo scientifico. Gli elementi chiave del metodo scientifico sono l'osservazione sperimentale di un evento naturale, la formulazione di un'ipotesi generale sotto cui questo evento si verifichi e la possibilità di controllo dell'ipotesi mediante osservazioni successive”.  Wikipedia.

La storia, ancora parziale, ancora non definitiva, della città aquilana dal 30 marzo 2009 ad oggi 22 ottobre 2012 ci sta chiarendo alcune vicissitudini dell'essere umano. Le leggi, le condizioni, il procedimento, il metodo. Ma allo stesso tempo ha messo a nudo l'intricato e prosaico rapporto tra l'aspettativa ed il risultato. Tra regola e ragione. Tra diritto e numeri.

Il Diritto, per la società, è fonte di certezza, di eguaglianza, di salvezza e di dramma.

La Scienza è illuminazione per l'uomo.

Gli aquilani hanno pagato dazio al ciclo immutabile di quella natura che non ha giudici e codici.

La Scienza avrebbe potuto salvare alcuni di loro? Oggi, un giudice della nostra società ha risposto di si.

Ma non è stato un processo alla ragione o alla chiave scientifica. È stato un processo a uomini, conoscitori ed artefici di scienza forse traditi dalle loro regole, che semplicemente hanno violato condizioni e buon senso.

A nessuno si può chiedere di andare oltre alle proprie conoscenze ed all'intelligenza, oltre all'orizzonte del conosciuto o conoscibile in termini di scienza.

Il tremore delle terra non lo si può ancora prevedere dando una certezza.

Il Giudicante ha dato un'interpretazione di certezza. Giuridica.

La colpa, la negligenza, l'imperizia, l'azione o l'omissione non sono dati e numeri da osservare e capire. Sono alterazioni di quelle regole che tutti abbiamo accettato di comprendere ed attuare.

Violare il codice penale non può equivalere a non comprendere un sismogramma o una sequenza sismica. I pesi e le misure son diversi. Dove c'è in ballo la società, il cittadino, l'incolumità di persone e cose, l'avvedutezza è sinonimo di ragione, quella che i romani chiamavano “diligenza del buon padre di famiglia”.

Oggi sono stati processati uomini di scienza e non la Scienza.

La condanna (in primo grado, non definitiva) significa solo che una Commissione di uomini di scienza ha fornito una valutazione errata, colposamente sbagliata, proprio perchè la loro preparazione, la cognizione, il sapere e le minime regole giuridiche, quelle del “buon padre di famiglia”, avrebbero dovuto dettare un diverso comportamento.

A nessuno si poteva chiedere di prevedere, ma di prevenire, anche solo parzialmente o temporaneamente, si.

Non permettiamoci di giudicare la natura e neppure l'intelligenza umana, ma non dimentichiamoci che il progresso e la conoscenza non possono sottrarsi alle regole della società.

 

I.E.S.N. il Direttore, Francesco Nucera

 
EVENTI PIACENZA E CUNEO PDF Stampa E-mail
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Alle ore 09.20 e 14.41 utc di oggi 3 ottobre 2012 le stazioni di rilevamento della Rete Sismica Sperimentale Italiana hanno registrato due forti eventi risdpettivamente di Magnitudo 3.9 e 4.6 localizzati il primo nelle Alpi Cuneesi ed il secondo nell'Appennino Piacentino.

Entrambe le scosse di terremoto sono state largamente avvertite dalle popolazioni delle aree epicentrali.

In particolare quella delle 14.41, stante anche la elevata profondità ipocentrale (33 km) ha avuto un vasto risentimento in molte zone della Lombardia, Emilia, Liguria e Toscana.

Successivamente alla scossa del 3 ottobre, nella zona del cuneese si è attivata una sequenza simsica, che ad oggi è costituita da una sessantina di eventi per lo più strumentali, con picco di magnitudo pari a 3.18 alle 19.28 utc del 5 ottobre.

I cataloghi storici evidenziano, per il segmento cuneese delle Alpi Cozie, una moderata sismicità senza eventi di particolare rilievo. Contrariamente al parallelo versante francese dove già quest'anno, il 26 febbraio, si era verificato un sisma di M 5.0 nella valle dell'Ubaye.

 

Vi invitiamo a compilare il nostro rilievo macrosismico

 
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