Non è la solita spettacolare eruzione, con fontane di lava e tremore. Praticamente nelle ultime ore non ci sono stati segnali sismici di rilievo; il tremore è basso, indice che il magma non viene dalle profondità: allo stato attuale si può definire poco più di un trabocco lavico a condotto aperto. Questa mattina si è verificato un episodio parossistico eruttivo durato poco meno di 5 ore e che ha interessato, con una limitata colata, la Valle del Bove.
Seguiremo l'evoluzione del fenomeno nelle prossime ore: è probabile un termine a breve, vista la non forte alimentazione del braccio lavico che come avviene spesso.
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Era dal 15 Novembre 2011 che non si faceva sentire, anche se qualcosa faceva pensare che la pressione dei gas rilasciati dal magma, stesse salendo rapidamente. Verso le 6.30 del mattino del 5 gennaio,dopo 50 giorni di pausa dal precedente episodio, il Nuovo Cratere di Sud-Est dell'Etna ha prodotto il primo episodio parossistico dell'anno, con fontane di lava ed un'altissima colonna di cenere e lapili, alta qualche km, che ha interessato il versante meridionale dell'Etna, ricoprendo le strade e i paesi sottostanti (Belpasso). La lava, a contatto con la neve che ricopriva le alte quote del vulcano, ha dato origine a piccoli ma spettacolari flussi piroclastici, che non sono comuni sull'Etna. L'episodio è terminato alle 7.55, di colpo, come se avessero chiuso un rubinetto dell'acqua, e tutto è tornato come prima, salvo per le tonnellate di cenere caduta sui tetti, dove và ad intasare le grondaie, e sulle strade, dove rappresenta un grande pericolo per la circolazione, essendo di natura vetrosa, rende l'asfalto delle strade molto scivoloso. La stazione sismica di Mascalucia, ubicata sulle pendici meridionali dell'Etna a 440 m di altitudine, distante dai crateri poco meno di una ventina di km, dispone tra l'altro, di un sensore sismico, particolarmente vocato a registrare il tremore vulcanico, che viene generato dai gas che si liberano dal magma , durante la risalita nel condotto vulcanico. In effetti, durante un episodio parossistico, la grande quantità di gas che si libera dal magma, fà da propulsore all'imponente colonna di materiale piroclastico, ed allo stesso tempo eccita delle oscillazioni di frequenza molto bassa, quasi fosse dentro una gigantesca canna d'organo. Sono queste vibrazioni che vengono captate dal nostro sismografo, e che ci permettono di sapere cosa sta accadendo, anche se le condizioni meteo non consentono alcuna visibilità.
Da oggi 3 febbraio è online la stazione sismica in comune di Oderzo, provincia di Treviso.
Dotata di sensori a medio e lungo periodo e collegata permanentemente via tci/ip, la stazione fa parte integrante della rete regionale Friuli Experimental Seismic network F.E.S.N. che monitora tutta l'area nordorientale italiana con i siti di Pozzuolo, Invillino, Premariacco, Pasian di Prato, Gaiarine (Ud) e Pian del Cansiglio (BL)
Un ringraziamento a tutti gli amici friulani ed inparticolare al direttore Riccardo Rossi.
Alle ore 15.53 locali forte scossa avvertita in quasi tutta l'Italia centrosettentrionale.
Magnitudo 5.45
Localizzazione: 44.48n 10.00e profondità 61 km
appennino parmense , comuni vicini: Berceto, Cormiglio
Repliche maggiori: 16.23 M 2.7 - 16.34 M 3.2
L'elaborazione tecnica dei dati porta a siluppare un meccanismo focale dell'evento indicante una faglia di tipo compressiva (thrust), coincidente e quindi compatibile con le strutture sismogenetiche note nell'area.
Ricordiamo a tutti che l'esteso raggio di percezione del sisma è stato dovuto, oltre alla magnitudo, alla elevata profondità ipocentrale che consente alle onde sismiche di propagarsi a più ampio raggio.
Non si registrano allo stato danni materiali di alcun genere.
ci scusiamo con tutti gli utenti per eventuali ritardi nell'aggiornamento, dovuto a improvviso sovraccarico degli ISP
EVENTO MOLTO FORTE ALLE ORE 09.06 LOCALIZZATO NELLA BASSA REGGIANA DI M 5.0.
EPICENTRO TRA BRESCELLO E POVIGLIO. PROFONDITA' 33 KM
AVVERTITO IN MOLTISSIME ZONE DELL'ITALIA SETTENTRIONALE E CENTRALE. LOMBARDIA, VENETO, EMILIA, TOSCANA, FRIULI, PIEMONTE, LIGURIA, ciò in conseguenza della profondità ipocentrale elevata.
L'area interessata non è nuova ad episodi sismici di tale intensità (terremoto di Novellara del 15 ottobre 1996 di M 5.0)
Repliche maggiori: 18.43 M 3.5 - 9.24 e 10.02 M 2.3 - 14.29 M 2.4 - 20.14 e 21.40 M 2.4 - 00.01 (26 gen) M 3.4
Alle ore 00.54 locali del 25 gennaio, è stata registrata una forte scossa con epicentro le colline veronesi, tra i comuni di Marano di Valpolicella, Negrar e Grezzana, pochi chilometri a nord del capoluogo scaligero.
L'evento è stato nettamente avvertito in un ampia zona del veneto e del trentino senza però provocare alcun danno a persone o cose.
Nelle ore precedenti si erano verificati due eventi minori di magnitudo 2.7 e 2.1.
3 le repliche successive fin'ora, pari a M 1.6, 2.5 e 2.9
La zona è da considerarsi di media sismicità, annoverandosi terremoti significativi solo nei primi secoli del primo millennio. Non sono però rari gli eventi nel comprensorio odierno, anche se mai con magnitudo superiore a quella oggi registrata.